DO-IN • RESPIRO • HARA • PRESENZA
Do-In e Shiatsu
Il Do-In è una pratica di auto-ascolto, pressione, movimento e respiro che prepara il corpo dell’operatore Shiatsu alla presenza.
Prima di incontrare l’altro, l’operatore è chiamato a incontrare sé stesso: il proprio centro, il proprio respiro, la propria disponibilità corporea.


Il corpo come rete viva di relazione
Nella visione orientale l’uomo può essere osservato come manifestazione di un movimento continuo di energia: condensazione ed espansione, Yin e Yang, quiete e movimento.
Questa energia si organizza attraverso i meridiani, una rete che mette in relazione organi, visceri, tessuti, superficie corporea e percezione. Lungo questi percorsi affiorano gli tsubo, punti sensibili attraverso cui il corpo manifesta tensioni, vuoti, pieni e richieste di ascolto.
“Praticare Do-In significa accordare il proprio strumento prima di incontrare l’altro.”
Che cosa è il Do-In
Il Do-In è una pratica orientale di auto-trattamento, movimento, respirazione, pressione e ascolto corporeo. È una via semplice e profonda attraverso cui la persona entra in relazione con il proprio corpo, stimola la propria vitalità e sviluppa una maggiore percezione di sé.
Nel Do-In il lavoro avviene individualmente. La persona utilizza le proprie mani, il respiro, l’attenzione e il movimento per favorire una circolazione più armonica del Ki, sciogliere rigidità e rendere il corpo più disponibile.
Là dove lo Shiatsu mette in relazione Tori e Uke, il Do-In riporta l’operatore a sé stesso.

Origini, pratica e respiro
Alle sue origini, collocabili tradizionalmente intorno al VI secolo a.C., il Do-In intrecciava lavoro corporeo, purificazione e coltivazione spirituale. Con il passare dei secoli assunse sempre più il carattere di disciplina personale di meditazione, respiro e coltivazione dell’energia vitale.
Il lavoro è apparentemente semplice: pressioni, sfregamenti, percussioni leggere, stiramenti e mobilizzazioni. La pressione accompagna l’espirazione, mentre l’allentamento accompagna l’inspirazione. Il gesto non è meccanico: diventa ritmo, presenza e ascolto.
Un punto centrale è l’Hara, il centro vitale. Attraverso esercizi addominali, respirazione e attenzione al centro, il Do-In sostiene stabilità corporea, presenza mentale e percezione dell’asse.
Ascolto
Pressione
La pressione incontra il punto senza aggredirlo. Serve a riconoscere il corpo e ad ascoltare ciò che emerge.
Relazione
Respiro
Il respiro trasforma il gesto in ritmo. L’espirazione accompagna la pressione, l’inspirazione accompagna il rilascio.
Presenza
Hara
Il centro vitale raccoglie stabilità, presenza e orientamento. Nel Do-In torna a essere un riferimento concreto.

Perché è importante per l’operatore Shiatsu
Una buona pratica individuale di Do-In può essere davvero importante per un operatore Shiatsu che vuole lavorare prima di tutto sui propri blocchi, sulle proprie rigidità e sulla qualità della propria presenza.
Nello Shiatsu l’operatore non utilizza soltanto una tecnica: utilizza sé stesso. Utilizza il proprio peso, il proprio respiro, il proprio assetto, il proprio modo di stare nel corpo e la propria disponibilità alla relazione.
Se il corpo dell’operatore è rigido, anche la pressione rischia di diventare rigida. Se il respiro è corto, anche l’ascolto rischia di diventare corto. Per questo il Do-In è una forma di igiene professionale.
Una comunicazione corretta e professionale
Nel linguaggio tradizionale si attribuiscono al Do-In molti effetti sull’equilibrio della persona e sul suo stato di salute. Oggi, in una comunicazione professionale corretta, è importante evitare affermazioni che potrebbero risultare improprie o creare malintesi.
Il Do-In non sostituisce il medico, non formula diagnosi e non cura patologie. Può però diventare un prezioso strumento educativo di ascolto corporeo, respiro, presenza e consapevolezza, particolarmente utile non solo nel percorso personale e professionale dell’operatore Shiatsu, ma anche nella vita di tutti i giorni.
Le attività professionali vengono svolte ai sensi della Legge 4/2013.
Lo Shiatsu inizia anche dal modo in cui l’operatore abita il proprio corpo.
Se vuoi conoscere il mio approccio allo Shiatsu o approfondire il percorso formativo A.I.DI.Bio., puoi prenotare un incontro conoscitivo.